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Roma Food &Wine Festival

Eataly, viagra buy a Roma dall’estate del 2012, rappresenta l’eccellenza enogastronomica italiana. Un modello di mercato unico al mondo, ristoranti, aree dedicate interamente al cioccolato, alla pasta fresca, alla frutta o alle attrezzature da usare in cucina. Quattro piani completamente dedicati al cibo, un vero e proprio paese dei balocchi in versione food.

Questa Mecca gastronomica ha ospitato, dal 29 novembre al 1 dicembre, il “Roma Food&Wine Festival”, una tre-giorni all’insegna della cucina e del vino di qualità.

Incuriosito dalla presenza di personalità importanti come il fondatore di Identità Golose Paolo Marchi e lo chef Massimo Bottura mi sono precipitato all’evento con molto entusiasmo.

Purtroppo il Roma Food&Wine (molto più wine che food) ha tradito, in gran parte, le mie aspettative.

Sorseggiando i vini proposti dai produttori nell’area espositiva dedicata alla degustazione è stato possibile intraprendere un viaggio lungo tutta la penisola partendo dal Piemonte e toccando quasi tutte le regioni italiane fino alla Sicilia. L’area dedicata al cibo però non si è mostrata all’altezza di quella dedicata ai vini.

Dopo la presentazione dei piatti e dei vini in abbinamento le cucine hanno scaldato i motori e i tre chef si sono messi all’opera preparando una specialità a testa (mi sarebbe piaciuto poter assaggiare più cose).

Massimiliano Mascia, del ristorante San Domenico di Imola, ha proposto un Uovo in raviolo “San Domenico” con burro di malga, Grana Padano Riserva e tartufo bianco. A mio avviso questo piatto è stato il momento più alto della serata, è bastata una piccola incisione al raviolo per far fuoriuscire il tuorlo dell’uovo ancora crudo che è colato come il cioccolato fondente in un tortino dal cuore caldo. Il burro color nocciola e l’uovo, mescolandosi al ripieno ricotta e spinaci bagnavano delicatamente la pasta mentre il Grana e il tartufo bianco grattato sopra davano un sapore deciso ed inconfondibile al piatto.

In una creazione di uno Chef stellato cerco emozione, qualcosa che trascenda il senso del gusto, della vista e dell’olfatto, qualcosa che non ho trovato nel Coniglio in scapece dell’abile Niko Romito. Carne bianca di indiscutibile qualità cotta a basse temperature e avvolta in una pasta filo di lievito madre che troppo facilmente si staccava dalla carne, il tutto adagiato su di una salsa agrodolce molto delicata, quasi anonima.

Lo Chef Angelo Iacobucci infine ha proposto un Babà guarnito con panna e lamponi. Molto buono, morbido e umido sia all’interno che all’esterno, come del resto la maggior parte dei Babà di pasticceria, con la sola differenza che questo dolce è a tre lievitazioni anziché due come nella classica ricetta.

In una parte distaccata dalla zona cucina, quasi nascosta, due stand proponevano un trionfo di salumi e un trionfo di dessert. Decido di assaggiare i dolci del pasticcere Luca Montersino, leggeri e ben preparti i classici tiramisù, mousse al cioccolato e cheese cake, avvolgente, elegante, dal gusto originale, fresco ed esotico la torta al mango. Mi sono subito chiesto come mai un buffet così ricco si trovasse quasi in disparte, lontano da tutto. Con estrema sorpresa, scendendo al piano terra, ho notato che i dessert erano acquistabili anche nella zona da sempre preposta alla vendita dei dolci. Perché inserire all’interno di un evento uno stand che vende prodotti disponibili ogni giorno qualche piano più sotto ? Non lo so.

Ottimi vini ma prezzi alti (ogni piatto costava 10 euro), organizzazione non ottimale e poca varietà nella scelta del cibo. Mio caro Eataly, da te mi aspettavo di più.

Sono certo che un tempio dell’enogastronomia italiana, famoso ormai in tutto il mondo, può fare di meglio.

Per questo al prossimo evento sarò presente, in prima fila, ad assaggiare, osservare e studiare, fiducioso di essere stupito ed ammaliato dal fantastico mondo di Eataly.

Sito web: www.foodwinefestival.it