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Sapori emiliani: i cappellacci ferraresi

I paesi anglosassoni e le loro tradizioni ormai ci hanno portato a pensare alla zucca nella sua immagine tipicamente halloweeniana: svuotata, con intagliati occhi e bocca dall’aspetto pauroso e con una candela per illuminarne l’interno in maniera spettrale.

Certo, la zucca è utilizzata nella cucina di diverse culture: è deliziosa cotta al forno, oppure nel risotto. Inoltre, pensiamoci, si mangiano anche i semi: anzi, si sgranocchiano, salati e sfiziosi. Bisogna poi ricordarla, in primis direi, anche per il dolce e tenero sapore che esprime quando fa da ripieno ai grandi rivali: ai cappellacci ferraresi o ai tortelli mantovani.

ORIGINI
Fra le paste all’uovo ripiene più antiche dell’Italia settentrionale, i caplaz ferraresi sembra fossero conosciuti già nel 1500: la prima testimonianza scritta risulta all’interno del ricettario di Giovan Battista Rossetti, scalco della Corte Estense durante il regno del duca Alfonso II d’Este.

ASPETTO
I cappellacci ferraresi sono simili a dei ravioli – o meglio a dei tortelloni – con un ripieno fatto di zucca cotta al forno e formaggio grana grattugiato, pan grattato, cannella, noce moscata, tuorlo d’uovo e sale. La tradizione è quella di gustarli conditi con burro e salvia, oppure con il ragù. Il nome “cappellacci” sembra riferirsi alla loro forma, che ricorda quella di un tipico cappello di paglia indossato dai contadini nel secolo scorso. Alcuni sostengono, invece, che il nome derivi dai simili cappelletti, per identificare un alimento di dimensioni maggiori e di forma meno precisa.

DOVE GUSTARLI
Se siete in visita nella bella città di Ferrara (il centro storico è un vero e proprio salotto che merita di essere visto) non perdetevi l’opportunità di un paio di tappe gastronomiche per scoprire dal vivo i cappellacci e i sapori del posto.

Segnalo questi due indirizzi, ove i cappellacci a mio parere sono il top e il rapporto qualità/prezzo è sempre soddisfacente:

– Ai Tri Scalin in via Darsena 50 a Ferrara, ove oltre ai “caplaz” suggerirei ad esempio la crema fritta, oppure i bolliti, oppure la salamina da sugo con puré;

– L’Osteria dal 1997 in via Dè Romei 51 a Ferrara, anche qui troverete una serie di bontà tipiche locali come lo gnocco fritto con affettato o, ancora, la salamina con puré;

DOVE COMPRARLI
Senza neanche spostarvi dal centro, a due passi dal Duomo, un tempio della golosità: lo storico ORSATTI in via Cortevecchia 33 a Ferrara, nel settore enogastronomico da generazioni, è una garanzia di qualità. E se passate da questo negozio, dopo esservi fatti confezionare una bella dose di cappellacci, non dimenticate di portar via anche una “coppia”, il famoso pane ferrarese di cui… chissà.. magari riparleremo nei prossimi post.

Perchè non dare un'occhiata ad altro?

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